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	<title>Ohana Archivi - Scout Busto 33</title>
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	<title>Ohana Archivi - Scout Busto 33</title>
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		<title>Terminologia tipica del noviziato/clan</title>
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		<dc:creator><![CDATA[B33-Scout-Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Oct 2023 21:16:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ohana]]></category>
		<category><![CDATA[Tutto Il Resto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.busto33.org/it/2023/10/18/terminologia-tipica-del-noviziato-clan/">Terminologia tipica del noviziato/clan</a> proviene da <a href="https://www.busto33.org/it">Scout Busto 33</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="768" src="//i1.wp.com/busto33.org/it/wp-content/uploads/2023/10/Clan-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-2325" srcset="https://www.busto33.org/it/wp-content/uploads/2023/10/Clan-1024x768.jpg 1024w, https://www.busto33.org/it/wp-content/uploads/2023/10/Clan-300x225.jpg 300w, https://www.busto33.org/it/wp-content/uploads/2023/10/Clan-768x576.jpg 768w, https://www.busto33.org/it/wp-content/uploads/2023/10/Clan-1536x1152.jpg 1536w, https://www.busto33.org/it/wp-content/uploads/2023/10/Clan-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-medium-font-size"><strong>CARTA DI CLAN</strong> è un documento con cui la comunità rende esplicite le sue caratteristiche e tradizioni, fornisce al singolo Rover o Scolta stimoli di crescita e ideali da condividere. E’ uno dei punti di riferimento per la progettazione e la verifica del Punto della Strada</li>



<li class="has-medium-font-size"><strong>COMUNITA’</strong> è uno dei quattro pilastri della branca ed esprime il concetto di essere parte attiva della comunità che circonda il Rover o la Scolta</li>



<li class="has-medium-font-size"><strong>CLAN/FUOCO</strong> gruppo di Rover e Scolte dai 16/17 ai 21 anni circa qualora il gruppo fosse solo maschile si utilizza il termine Clan, qualora fosse solo femminile si utilizza il termine Fuoco</li>



<li class="has-medium-font-size"><strong>FEDE</strong> è uno dei quattro pilastri della Branca che racchiude la componente Religiosa ma anche la Fede nel prossimo come membro della comunità</li>



<li class="has-medium-font-size"><strong>FORCOLA</strong> bastone in legno simbolo principale del Roverismo a forma di Y, rappresenta la necessità di saper decidere la strada che si vuole percorrere nella vita, quando ci si trova davanti ad un bivio</li>



<li class="has-medium-font-size"><strong>NOVIZIO/A </strong>ragazzo o ragazza appena entrato in Noviziato</li>



<li class="has-medium-font-size"><strong>NOVIZIATO</strong> periodo, generalmente di un anno, in cui un Esploratore o una Guida di 16 anni circa, terminato il cammino nel Reparto approfondisce il diverso modo di vivere lo Scoutismo in un età in cui le scelte divengono fondamentali per la vita dell’adulto</li>



<li class="has-medium-font-size"><strong>PARTENZA</strong> momento conclusivo della progressione in Can/Fuoco in cui il Rover o la Scolta sente di aver fatto le sue scelte nello Scoutismo. Si può decider di continuare il servizio entrando in comunità capi o proseguire il servizio esternamente salutando il gruppo d’appartenenza solitamente si può chiedere di prendere la Partenza tra i 18 ed i 21 anni d’età</li>



<li class="has-medium-font-size"><strong>PATTUGLIE</strong> gruppi temporanei creati all’interno del Clan/Fuoco per necessità organizzative o di servizio</li>



<li class="has-medium-font-size"><strong>ROVER </strong>ragazzo che fa parte del Clan</li>



<li class="has-medium-font-size"><strong>ROVERISMO</strong> ultima fase della proposta educativa Scout</li>



<li class="has-medium-font-size"><strong>ROUTE</strong> campo mobile di tutto il Clan/Fuoco della durata di più giorni</li>



<li class="has-medium-font-size"><strong>SCOLTA </strong>ragazza che fa parte del Clan/Fuoco</li>



<li class="has-medium-font-size"><strong>SERVIZIO</strong> è uno dei quattro pilastri della Branca , può essere svolto internamente all’associazione come aiuto ai Capi di altre unità o esterno in qualsiasi forma. Il servizio rivolto al prossimo è parte integrante del percorso educativo del singolo e viene progettato e finalizzato nell’interesse dello stesso/a</li>



<li class="has-medium-font-size"><strong>STRADA</strong> è uno dei quattro pilastri della branca ed esprime il concetto del cammino continuo di crescita</li>
</ul>
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		<title>Di che carattere sei?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Mar 2021 10:16:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antares]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalino]]></category>
		<category><![CDATA[Khanhiwara]]></category>
		<category><![CDATA[Ohana]]></category>
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		<category><![CDATA[carattere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I differenti aspetti&#160;Di che carattere sei? Forse non ci rendiamo conto di quante parti possa essere composto e quanti differenti</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">I differenti aspetti<br>&nbsp;Di che carattere sei?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse non ci rendiamo conto di quante parti possa essere composto e quanti differenti aspetti possa presentare il termine CARATTERE.<br>Esistono numerosi test di valutazione psicologica del carattere: da uno di questi abbiamo tratto lo schema qui sotto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Compilate lo schema pensando per ogni variabile analizzata se vi porreste a destra o a sinistra. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo aver scelto per ogni variabile dove vi situate, pensate a cinque elementi che vi caratterizzano maggiormente e cercate quindi di immaginare da che cosa derivano queste vostre caratteristiche nella storia delle vostre relazioni personali.</p>



<div class="wp-block-group alignwide"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<div class="wp-block-columns alignwide is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<pre class="wp-block-preformatted"><strong>Duro</strong>, realista
Concreto
Agisce sulla base di prove pratiche o logiche
Sufficiente a se stesso
Ignora i problemi fisici</pre>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<pre class="wp-block-preformatted"><strong>Distaccato</strong>
Aggressivo, critico
Ostruzionista
Freddo, distaccato
Duro, preciso
Sospettoso, geloso
Rigido
Facile a imbronciarsi e a piangere</pre>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<pre class="wp-block-preformatted"><strong>Emotivo</strong>
Reazione emotiva alla frustazione
mutevole negli atteggiamenti e negli interessi
Eccitabile, iperattivo
Evade la responsabilità, rinunciatario
Angosciato, preoccupato
Attaccabrighe, va in cerca di guai</pre>
</div>
</div>
</div></div>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<pre class="wp-block-preformatted"><strong>Timido, cauto</strong>
Timido, ritirato
Distaccato, freddo, compassato
Si amareggia facilmente
Controllato, coscienzioso
Ponderato, attento ai pericoli</pre>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<pre class="wp-block-preformatted"><strong>Sottomesso</strong>
Dipendente
Buono, tenero di cuore
Convenzionale, conformista
Facilmente turbato</pre>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<pre class="wp-block-preformatted"><strong><strong>Individuale
</strong></strong>Agisce da solo
Autosufficiente
Ostruzionista, incontentabile</pre>
</div>
</div>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<pre class="wp-block-preformatted"><strong>Collettivo</strong>
Ama far parte del gruppo
Gradisce la sollecitazione altrui
Fonde la sua personalità nell’attività di gruppo
Eccitabile
Esigente
Impaziente, iperattivo
Geloso
Egocentrico
Distraibile</pre>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<pre class="wp-block-preformatted"><strong>Dominante</strong>
Sicuro si sé, indipendente nelle opinioni
Duro, severo
Spregiudicato, ribelle
Imperturbabile</pre>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<pre class="wp-block-preformatted"><strong>Avventuroso</strong>
Ama conoscere gente
Cordiale, affettuoso
Amichevole
Impulsivo e frivolo
Noncurante verso le preoccupazioni</pre>
</div>
</div>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<pre class="wp-block-preformatted"><strong>Sensibile
</strong>Molta immaginazione
Agisce sulla base di impressioni
Ha bisogno dell’attenzione altrui, frivolo
Ipocondriaco, ansioso</pre>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<pre class="wp-block-preformatted"><strong>Socievole
</strong>Di buon carattere
Cooperativo
Gentile
Si commuove
Fiducioso
Adattabile, facilone
Ride facilmente</pre>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<pre class="wp-block-preformatted"><strong>Calmo</strong>
Affettivamente maturo
Stabile, costante negli interessi
Calmo, flemmatico
Realista, adattabile ai fatti
Placido, sereno
Non si mette in difficoltà</pre>
</div>
</div>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<pre class="wp-block-preformatted"></pre>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
</div>
</div>
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		<title>Il carattere di Baden Powell</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Mar 2021 10:11:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antares]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalino]]></category>
		<category><![CDATA[Khanhiwara]]></category>
		<category><![CDATA[Ohana]]></category>
		<category><![CDATA[Tutto Il Resto]]></category>
		<category><![CDATA[Baden Powell]]></category>
		<category><![CDATA[carattere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scritti di B.-P.Il carattere di Baden Powell Carattere: abituarsi a sapersela sbrigare da sé, allo spirito di osservazione, a scegliere</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.busto33.org/it/2021/03/14/il-carattere-di-baden-powell/">Il carattere di Baden Powell</a> proviene da <a href="https://www.busto33.org/it">Scout Busto 33</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Scritti di B.-P.<br>Il carattere di Baden Powell</p>



<p class="wp-block-paragraph">Carattere: abituarsi a sapersela sbrigare da sé, allo spirito di osservazione, a scegliere con la propria testa.<br>Autodisciplina: il Vero Cavaliere poneva il suo onore al di sopra di tutto: era per lui una cosa sacra. Un uomo d’onore merita sempre fiducia, poiché non farà mai un’azione disonorevole come dire il falso o ingannare i suoi superiori o i suoi datori di lavoro o i dipendenti, e ispira sempre il rispetto a tutti.<br>Gioco leale… Siate leali e sportivi nel gioco della vita e insistete perché giochino lealmente anche gli altri. Onestà… L’onestà è una forma di onore. Fedeltà. Il dovere prima di tutto. Obbedienza e disciplina. Umiltà. Coraggio. Forza d’animo. Buonumore.<br>Buon carattere: il buonumore può essere appannaggio di qualunque ragazzo voglia possederlo, ed esso gli gioverà in qualsiasi gioco, ed ancor più se dovesse ritrovarsi in difficoltà e pericolo. Spesso lo sosterrà in situazioni dove un tipo irascibile si farebbe cacciare via, o se ne andrebbe pieno di malumore. (Scautismo per ragazzi) * Varie doti contribuiscono alla formazione del carattere (parlo di quel carattere che fa di un uomo un uomo, o meglio, un gentiluomo). La prima di queste doti è la padronanza di sé. (La strada verso il successo) * La volontà è una qualità essenziale per la corretta formazione della personalità. Se ti ci metti, puoi acquisirla: la volontà è, in larga misura, una questione di autoeducazione. (La strada verso il successo)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cattivo carattere</strong><br>Ti irriti quando le cose vanno male e la gente ti punzecchia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pigrizia e scarsa voglia di lavorare</strong><br>Tendi a lasciare i fastidi agli altri? A guardare gli altri che fanno il lavoro e conducono il gioco? Ad anticipare le difficoltà prima che esse arrivino?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Critica negativa</strong><br>Sei portato a parlare dei difetti della gente ed a vedere soltanto i loro lati cattivi?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Impazienza</strong><br>Cerchi di acchiappare i raggi del sole e desideri la luna… E imprechi contro la mala sorte se le cose non vanno come desideri?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Musoneria</strong><br>Mancanza di ottimismo</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pessimismo</strong><br>Lasci che le difficoltà o i pericoli di un’impresa oscurino le possibilità che essa offre? (La strada verso il successo)<br>Sforzati di sorridere e poi di ridere per la relativa piccolezza della contrarietà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimboccati le maniche e prendi l’iniziativa. “Vedi il peggio, ma guarda il meglio”. Segui l’esempio di S. Giorgio e gettati nel lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attieniti al principio che vi è il 5% di buono nel peggiore individuo. Il gioco sta nello scoprirlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È con la perseveranza che si riesce. La pazienza è il segreto del successo di ogni carriera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come vi è almeno il 5% di buono in qualsiasi cosa, così vi è anche un altro 5% divertente.</p>



<pre class="wp-block-verse">“Vedi il peggio, ma guarda il meglio”. </pre>



<p class="wp-block-paragraph">L’ottimismo è una forma di coraggio che dà fiducia agli altri e conduce al successo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I pilastri della formazione Scout</title>
		<link>https://www.busto33.org/it/2021/03/14/i-pilastri-della-formazione-scout/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Mar 2021 09:24:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antares]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalino]]></category>
		<category><![CDATA[Khanhiwara]]></category>
		<category><![CDATA[Ohana]]></category>
		<category><![CDATA[Tutto Il Resto]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I PILASTRI DELLA FORMAZIONE SCOUTBaden-Powell, facendo tesoro di quella che amava definire “ la sua vita n. 1”, quella di</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.busto33.org/it/2021/03/14/i-pilastri-della-formazione-scout/">I pilastri della formazione Scout</a> proviene da <a href="https://www.busto33.org/it">Scout Busto 33</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">I PILASTRI DELLA FORMAZIONE SCOUT<br>Baden-Powell, facendo tesoro di quella che amava definire “ la sua vita n. 1”, quella di generale dell’esercito inglese, scelse di dedicare all’educazione delle giovani generazioni “la sua vita n. 2”, costruendo la propria proposta su quattro semplici ma solidi pilastri.<br>Aveva a cuore la formazione del carattere dei ragazzi affidatigli, quella che oggi definiremmo formazione della personalità, intesa come relazione positiva con se stessi. Voleva che quei ragazzi definissero il proprio profilo di buoni cittadini, diventando capaci di scegliere, di assumersi consapevolmente le responsabilità e farsi dei programmi coscienti di vita. Per gli scout cattolici, questo significa scoprire la propria vocazione nel piano di Dio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>B.-P. intese definire il buon cittadino declinando le virtù umane della lealtà, della fiducia in se stessi, del coraggio, del senso della gioia, dell’ottimismo, del rispetto dei diritti, dell’autodisciplina, dell’elevazione del proprio pensiero e dei propri sentimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>L’altro punto sul quale il fondatore fece leva è la salute e la forza fisica. Oggi la intendiamo come conoscenza e rapporto positivo con il proprio corpo, dono di Dio e fonte di relazione con gli altri e con l’ambiente. Ogni scout accetta e ha cura del proprio corpo, si alimenta in modo sano, si riposa correttamente e mantiene dei ritmi naturali di vita. Il corpo è un dono per esprimersi, sostenere degnamente la fatica, la sofferenza e la malattia, persino la morte, e che impegna a vivere correttamente e serenamente la propria sessualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>L’intuizione di B.-P. fece perno anche sull’abilità manuale, intesa come relazione creativa con le cose. Educando all’abilità manuale, infatti, è possibile ottenere intelligenza e progettualità pratiche, ma anche capacità di autonomia concreta nelle realizzazioni. Il tutto con uno spirito di essenzialità nella ricerca dei materiali, anche poveri, sfruttando appieno e in modo competente ciò che si ha a disposizione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Si può così sperimentare come l’uso intelligente delle mani generi comportamenti positivi, come la gioia del saper fare, l’accettazione della fatica e del fallimento, la pazienza, la concretezza, l’essenzialità e il buon gusto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>L’ultimo pilastro nell’intuizione del fondatore è il servizio del prossimo, inteso come educazione all’amore per gli altri, al bene comune ed alla solidarietà. È anche educazione a scoprire la ricchezza delle diversità nelle persone, sprone a vivere e lavorare insieme per costruire un mondo più giusto. Tutti sanno che ogni scout si rende utile, mettendo a disposizione le proprie energie e capacità, ogni volta che la situazione richieda il proprio intervento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Quattro semplici punti sui quali si sono formati e continuano a formarsi milioni di scout in tutto il mondo e che possiamo tutti tenere ben presenti, scandendo il succedersi dei giorni della nostra vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Foto di <strong><a href="https://www.pexels.com/it-it/@wildlittlethingsphoto?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels">Helena Lopes</a></strong> da <strong><a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/quattro-persone-in-piedi-sulla-scogliera-davanti-al-sole-697243/?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels">Pexels</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.busto33.org/it/2021/03/14/i-pilastri-della-formazione-scout/">I pilastri della formazione Scout</a> proviene da <a href="https://www.busto33.org/it">Scout Busto 33</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Formazione del carattere &#8211; Saper scegliere in autonomia</title>
		<link>https://www.busto33.org/it/2021/03/11/formazione-del-carattere-saper-scegliere-in-autonomia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2021 17:56:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antares]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalino]]></category>
		<category><![CDATA[Khanhiwara]]></category>
		<category><![CDATA[Ohana]]></category>
		<category><![CDATA[Polaris]]></category>
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		<category><![CDATA[formazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Formazione del carattere Saper scegliere in autonomia Il termine carattere appartiene sia al linguaggio scientifico sia a quello quotidiano. Nel</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.busto33.org/it/2021/03/11/formazione-del-carattere-saper-scegliere-in-autonomia/">Formazione del carattere &#8211; Saper scegliere in autonomia</a> proviene da <a href="https://www.busto33.org/it">Scout Busto 33</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Formazione del carattere</p>



<p class="wp-block-paragraph">Saper scegliere in autonomia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il termine carattere appartiene sia al linguaggio scientifico sia a quello quotidiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel parlare quotidiano ha significati molteplici, ad esempio quello di predisposizione: “ha un buon (cattivo) carattere” si dice di qualcuno che tende a porsi in rapporto con gli altri in termini benevoli (o malevoli) indipendentemente dalle circostanze. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Di chi si mostra totalmente dipendente dalle circostanze favorevoli (o sfavorevoli) nel mettersi in rapporto con gli altri, nell’affrontare le varie situazioni di ogni giorno, si dice “che non ha carattere”, “non ha spina dorsale” ed altri termini coloriti. In questo caso carattere significa “caratteristiche personali stabili, coerenti”. Per contro si definisce “caratteriale” chi si mostra incapace di rendersi conto di quale condotta sia appropriata alla situazione in cui si trova, esibendo rigidità, testardaggine, non disponibilità ad ascoltare richieste e suggerimenti dei propri interlocutori. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista scientifico il concetto di carattere viene definito con diverse sfumature in quanto designa sia le diverse qualità di una cosa o di una persona che la distinguono dalle altre, sia le proprietà psicologiche specifiche di ogni persona. In questa accezione umana, il concetto di carattere assume anche un contenuto morale. Il tratto essenziale del concetto di carattere è che non può essere scisso in elementi ma può essere colto e compreso soltanto come una totalità. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È, cioè, una unità specifica obiettiva. Le relazioni nella formazione del carattere Le discipline che si occupano dello sviluppo della persona centrano il loro interesse maggiore sull’interazione tra chi sta crescendo e l’ambiente in cui vive, intendendo come ambiente quello fisico, quello cognitivo e quello sociale. Una cosa è crescere in una piccola comunità rurale dove tutti si conoscono, tutti condividono la stessa cultura, i rapporti con la natura sono costanti e il lavoro manuale è una necessità anche per i più giovani, altra cosa è vivere in un ambiente urbano-industriale in cui vi è una netta separazione per età in tutti i contesti extra-familiari, la famiglia è un nucleo isolato che si riunisce soltanto nei giorni festivi, la socializzazione dei più giovani avviene nel rapporto con la scuola, le organizzazioni sportive o religiose, la televisione o con gruppi di coetanei in cui l’incontro con gli adulti è una eccezione, spesso da evitare. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancor altra cosa è crescere in un contesto in cui nessun sostegno è garantito dagli adulti a chi è in età evolutiva. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli educatori illuminati, a partire da Maria Montessori, da Baden Powell, parlano di educazione alla realtà. La persona non si forma lasciando abbandonato a se stesso il cucciolo umano, né pretendendo di plasmarlo come cera. Per crescere in modo adeguato, scoprendo man mano le proprie potenzialità e rendendole qualità reali di sé come persona, l’individuo ha bisogno di vivere sin dalla nascita in un contesto sociale, avendo rapporti stabili e rassicuranti con una o più persone adulte privilegiate, prima fra tutte la madre.Man mano che il bambino / la bambina è in grado di acquisire pratiche (usare le mani, maneggiare posate per mangiare. indossare abiti semplici &#8230;) l’adulto deve assicurargli un sostegno ma non pretendere di sostituirsi a lui / lei, magari con la scusa di aiutarlo o con la pretesa di fargli far bene le varie cose. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad ogni età il soggetto che cresce è in grado di risolvere certi problemi, prima elementari poi, man mano più complessi: deve essergli lasciata la responsabilità di misurarsi con essi per risolverli con i mezzi di cui dispone. Compito dell’adulto non è né quello di sostituirsi a lui, né quello di lasciarlo solo di fronte al compito perché “si arrangi”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È invece quello di tenere aperta la comunicazione con lui/lei per indicargli come quel problema possa essere risolto in più di un modo, lasciandogli però la scelta della via da seguire per raggiungere l’obiettivo prescelto. Il soggetto deve poter scoprire, man mano che cresce, che il principio di realtà a cui riferire la propria condotta al fine di raggiungere gli obiettivi che si prefigge, è costituito dalle sue capacità intellettuali e manuali, che queste possono essere incrementate tramite l’impegno nello studio e nei rapporti sociali, per cui deve fare le proprie scelte in rapporto a tali capacità, non in rapporto con la volontà degli adulti che lo circondano e nemmeno alla rigidità della situazione in cui è inserito. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il principio di realtà fosse costituito dalla volontà degli adulti e obbedire agli adulti fosse l’unico criterio di condotta, il soggetto non sarebbe poi mai capace di decidere in proprio ed assumere su di sé vere responsabilità. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La persona incapace di decidere anche di fronte a problemi elementari è il triste prodotto di una educazione iperprotettiva ed intrusiva. Una situazione limite di soggetti incapaci di trascendere la realtà esistente è dato dai bambini e adolescenti di strada delle grandi aree periferiche metropolitane che sono costretti a crescere misurandosi quotidianamente con la durezza delle cose senza alcun sostegno adulto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In altri termini, saper scegliere in autonomia per acquisire delle caratteristiche personali che le permettano di comportarsi in modo costruttivo con la realtà che lo circonda, ogni persona deve essere divenuta capace di fare le proprie scelte in modo autonomo, essendo consapevole di poter acquisire, con lo studio, con l’impegno ed il sostegno del proprio gruppo di riferimento (famiglia, amici coetanei, altre persone di cui ha fiducia) competenze appropriate per affrontare compiti sempre più complessi. E si diventa capaci di scegliere in modo criticamente adeguato sia al contesto, sia alle proprie esigenze di qualità, sosltanto se nel corso dello sviluppo si è potuto dialogare con adulti capaci di accogliere e sostenere ma anche di far faticare per affrontare problemi che ogni realtà pone.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Foto di <strong><a href="https://www.pexels.com/it-it/@katlovessteve?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels">Kat Jayne</a></strong> da <strong><a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/due-persone-che-camminano-sul-campo-erboso-551578/?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels">Pexels</a></strong></p>
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		<title>Il rapporto capo-ragazzo</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2021 17:56:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il rapporto capo-ragazzo La gabbianella e il gatto “Promettimi che non mangerai l’uovo” , stridette la gabbiana, allo stremo delle</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il rapporto capo-ragazzo La gabbianella e il gatto</strong></p>
<p>“Promettimi che non mangerai l’uovo” , stridette la gabbiana, allo stremo delle forze. “Prometto”, ripetè il gatto Zorba.</p>
<p>“Promettimi che ne avrai cura finché non sarà nato il piccolo”, stridette la gabbiana sollevando il capo. “Prometto”, ripetè il gatto.</p>
<p>“E promettimi che gli insegnerai a volare”, stridette ancora guardando fisso negli occhi il gatto. Allora Zorba capì che la sfortunata gabbiana non solo delirava, ma era completamente pazza. “Prometto che gli insegnerò a volare. Ora riposa, vado a cercare aiuto”, miagolò Zorba.</p>
<p><strong>Può un gatto insegnare a volare? Sì, in una storia dove il confine tra realtà e fantasia è molto sottile. </strong></p>
<p>Coverà l’uovo, nutrirà la gabbianella, le troverà amici, la difenderà dai pericoli, fino a infrangere la regola che impone ai mici di non parlare agli uomini.</p>
<p>E, alla fine, le darà perfino la Partenza. La “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, di Sepulveda, è un libro utilizzato nelle attività scout sull’educazione del carattere.</p>
<p>Ha i giusti ingredienti. A partire dal fatto che a Zorba viene messo in zampa un uovo: qualcosa di cui non sa assolutamente niente. Ma la felicità di quell’uovo dipende da lui. E ha la consapevolezza di un affidamento (conto su di te, ho bisogno di te), ricambiato da una promessa.</p>
<p>Zorba poteva non farlo: “tu hai le ali, io gli artigli, grazie e arrivederci”. Invece no, impara a chiamarla per nome, crea un fantastico esempio di rapporto capo ragazzo giocato sui caratteri diversi, che si incontrano, degli eroi della storia.</p>
<p>Perché dimostra il bisogno di amici e di compagni di strada, vicini, presenti, in continuo contatto, di cui ogni esperienza educativa ha bisogno. Perché impone a Zorba di stimare e voler bene alla gabbianella, sennò non vanno da nessuna parte.</p>
<p>Zorba allora comincia a fare quello che sa, il gatto.</p>
<p>La gabbianella lo imita: ecco i compagni di una strada in cui Zorba testimonia la gioia di essere gatti (di essere scout, nel nostro caso), di fare cose grandi e trasgressive (rubare il pesce al mercato &#8211; giocare assieme), di poter sbagliare.</p>
<p>Al tempo stesso accetta e impara ad essere scelto; accetta e impara che se anche ha i piedi palmati in lei c’è un 5% di buono.</p>
<p>Certo, la giudica subito, ma le dà anche tempo; poi ingrana l’azione fondamentale dell’educare il carattere. Nel clima di fiducia, non impone né fa il notaio della sua crescita, ma fa emergere gli abiettivi da raggiungere.</p>
<p>La gabbianella prova invano per 17 volte a volare; Zorba può insegnarle a non ripetere i suoi errori di gatto, ma lei è diversa.</p>
<p>Allora da bravo capo scout crea le condizioni per il balzo verso la felicità e l’indipendenza. Dall’alto di un campanile (fare cose grandi): “Ora volerai &#8211; le dice &#8211; il cielo sarà tutto tuo”. “Non ti dimenticherò mai e neppure gli altri gatti”, risponde: qui è la riprova dell’educare il carattere: quel sottile meccanismo di identificazione per cui qualcosa del capo passa nel ragazzo (e, talvolta, viceversa) e per cui si crea un legame profondo.</p>
<p>La gabbianella vola: “ci siamo riusciti &#8211; sospirò Zorba &#8211; e sull’orlo del baratro ho capito la cosa più importante: vola solo chi osa farlo”.</p>
<p> </p>
<p> </p>
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<p> </p>


<p class="wp-block-paragraph">foto: <a href="https://www.pexels.com/it-it/@tomas-malik-793526?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels"><strong>Tomáš Malík</strong></a> da <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/persone-sedute-davanti-al-falo-nel-deserto-durante-la-notte-1703314/?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels"><strong>Pexels</strong></a></p>
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		<title>Ask the boy Trasgressione educativa</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2021 17:56:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ask the boy Trasgressione educativa Uno studente di 17 anni delle scuole superiori che gioca molto bene a calcio e</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ask the boy Trasgressione educativa</p>
<p>Uno studente di 17 anni delle scuole superiori che gioca molto bene a calcio e che definiresti un “bravo ragazzo”, riguardo la tematica sulla liberalizzazione delle droghe dice: “Se legalizzassero le canne nessuno ne farebbe più uso, né qualcuno continuerebbe a spacciarle &#8230;non ci sarebbe più il gusto di fare qualcosa di vietato&#8230;”.</p>
<p>Facciamo una riflessione sul significato che può assumere per il ragazzo la trasgressione e sul ruolo che potremmo assumere come educatori scout. La trasgressione può essere qualcosa di costruttivo per la personalità del ragazzo, anche se tale termine echeggia in noi qualcosa di negativo che spesso associamo ad altri termini come disagio o devianza.</p>
<p>Se “i nostri giovani” ci possono apparire “bravi”, in realtà quanto di loro conosciamo, su quello che fanno o con chi vengono a contatto, al di là delle tre ore del sabato e della domenica che trascorrono con gli scout e di quanto tutto ciò partecipi alla formazione della loro persona? Bisogna aver chiaro che i giovani, visto il contesto sociale in cui vivono, hanno ben più possibilità e facilità di sperimentare se stessi sul campo del proibito di quanto noi non ci accorgiamo, complici una famiglia un po’ distratta, delle amicizie molto varie, una scuola che stanca, il gruppo sportivo che spreme, la parrocchia che non attira e forse gli scout che un po’ si ripetono.</p>
<p>Innanzitutto conosciamo il meccanismo che porta alla trasgressione: dal primo desiderio forte di crescere, di esplorare, per creare una personale mappatura fisica e psichica, di uscire da se stesso, per sperimentare, si passa poi a un desiderio di ritornare “dentro di sé”, magari ancora più bambino di prima, per non portarsi addosso quel bagaglio di responsabilità che si deve assumere per ciò che il proprio gesto ha provocato.</p>
<p>Questo movimento di uscire, entrare, ri-uscire e rientrare, avviene molto più frequentemente di quanto noi pensiamo, perché subentra quella convinzione di reversibilità che porta a sostenere che “tanto quando voglio posso smettere”.</p>
<p>Nel frattempo quello che poteva essere un gesto puramente trasgressivo potrebbe divenire un rito abituale, ripetitivo, un vizio e quindi spia di un disagio che, se non rilevato, può trasformarsi in devianza. Pertanto in queste peregrinazioni dei ragazzi diventa fondamentale che ci sia al fianco un capo, un educatore capace di recuperare all’interno dello scautismo quelle “componenti trasgressive forti”: pensiamo al challenge, all’hike, ma anche alla caccia di branco, alla strada, alla dimensione avventura, strumento pedagogico fondamentale per un sano trasgredire.</p>
<p>Ma anche capace di fare ascolto e in grado di ricavare spazi reali, all’interno della riunione, di incontro con i ragazzi per lasciare che i giovani raccontino dei loro “viaggi”, dei loro successi od insuccessi scolastici, delle avventure amorose, di chi hanno incontrato e che cosa hanno provato.</p>


<blockquote class="wp-block-quote is-style-large is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ask the boy &#8211; (Baden Powell)</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Buon Ascolto a tutti!</p>



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		<title>Testimone vivo che ci educa Come Dio educa il carattere</title>
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					<description><![CDATA[<p>Testimone vivo che ci educa Come Dio educa il carattere Nel Vecchio e nel Nuovo Testamento troviamo due modi di</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Testimone vivo che ci educa Come Dio educa il carattere</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Vecchio e nel Nuovo Testamento troviamo due modi di educare: prima Dio si rivela attraverso le persone e tramite loro giunge a noi il suo messaggio, mediato dalle esperienze degli uomini che Dio sceglie; nel Nuovo Testamento è Dio che si autorivela facendosi uomo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci mostra così il suo modo di essere uomo con azioni e parole, diventa quel testimone vivo che in modo diretto ci mostra la via, ci educa. Nel Vecchio Testamento, se prendiamo la vita di Abramo, scorgiamo un forte rapporto di fiducia tra uomo e Dio, per cui Abramo si fida di Dio senza avere né prove né certezze</p>



<pre class="wp-block-preformatted">“Va’ via dal tuo paese, dai tuoi parenti e dalla casa di tuo padre, e va’ nel paese che io ti mostrerò: io farò di te una grande nazione, ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione”. (Gen. 12, 1-3)</pre>



<p class="wp-block-paragraph">Il profeta Giona si arrende di fronte all’insistenza di Dio; nonostante lui volesse scappare dalla missione che Dio gli aveva affidato, i messaggi di Dio, lo conducono a predicare il Suo nome </p>



<pre class="wp-block-preformatted">“«Alzati, va’ a Ninive, la grande città, e proclama contro di lei che la loro malvagità è salita fino a me.» Ma Giona si mise in viaggio per fuggire a Tarsis, lontano dalla presenza del Signore”. (Giona 1,2) </pre>



<p class="wp-block-paragraph">Infine il profeta Geremia: egli sente l’estrema difficoltà e la fatica di seguire Dio, ma accetta il suo compito, e ci ricorda che il rapporto forte con Dio è una relazione viva con Lui che ci dona quel fuoco ardente dentro che ci fa superare ogni difficoltà “&#8230;Io sono diventato, ogni giorno, un oggetto di scherno, ognuno si fa beffe di me. &#8230;Sì, la parola del Signore è per me un obbrobrio, uno scherno di ogni giorno. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se dico: </p>



<pre class="wp-block-preformatted">«Io non lo menzionerò più, non parlerò più nel suo nome», c’è nel mio cuore come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa; mi sforzo di contenerlo, ma non posso.” (Geremia 20, 7-9) </pre>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la rivoluzione avviene nel Nuovo Testamento. Dio si fa uomo e viene ad educarci in prima persona, con i fatti, non più attraverso le parole di altri. Ci insegna la tenerezza: noi ci dobbiamo donare anche con i nostri difetti; ci sentiamo amati da Dio perché figli suoi, non perché uomini perfetti. L’amore non è condanna ma perdono. </p>



<pre class="wp-block-preformatted">“Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei” ...”Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?” Ella rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più”. (Gv 8, 6-11) </pre>



<p class="wp-block-paragraph">Ci insegna il sacrificio verso gli altri.</p>



<pre class="wp-block-preformatted"> “Se uno vuol venire dietro a me, prenda la sua croce e mi segua.” (Mc 8, 34-38) </pre>



<p class="wp-block-paragraph">Ci chiama alla comunità con i nostri fratelli </p>



<pre class="wp-block-preformatted">“...se due di voi sulla terra si accordano a domandare una cosa qualsiasi, quella sarà loro concessa dal Padre mio perché è nei cieli. Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”. (Mt 18,019-20) </pre>



<p class="wp-block-paragraph">Ci chiama ad accogliere il dono dello spirito, perché umanamente non siamo capaci di amare i nostri nemici “&#8230;lo Spiro Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto.” Gv 14, 25-26) E per capire e seguire l’educazione che Dio ci mostra è necessario un rapporto vivo e continuo con Lui nella preghiera dove da figli ci rapportiamo sinceramente e umilmente al Signore modello di vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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		<title>Formazione permanente</title>
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					<description><![CDATA[<p>Formazione permanenteUna grande sfida,una grande responsabilità Lo scautismo è bello perché arriva con semplicità a fare cose grandi: è un</p>
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<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Formazione permanente<br>Una grande sfida,<br>una grande responsabilità</p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scautismo è bello perché arriva con semplicità a fare cose grandi: è un delicato equilibrio fra sconsideratezza e riflessione.<br>Sconsideratezza perché se pensassimo sempre alle responsabilità che abbiamo come educatori e alle conseguenze delle nostre azioni rischieremmo di rimanere paralizzati e anche perché il nostro educare in realtà è un “vivere con”, è un trasmettere atteggiamenti, competenze e valori attraverso attività semplici, ma ricche di significati.<br>Riflessione perché è necessario, ogni tanto fermarsi a pensare se per quel ragazzo/a sto facendo del mio meglio, come posso rinnovare ed adattare la mia proposta alle esigenze di quella persona, in quel momento. Pensare alle attività con un intento finalizzato alla crescita dei ragazzi è necessario per evitare di proporre loro genericamente qualcosa che è solo legato alla mia esperienza, l’unica cosa che conosco, che mi piace o che so fare.<br>Diversi studi di psicologia sono concordi nell’affermare che il carattere di un bambino e di un ragazzo si modellano copiando gli stili di comportamento e di relazione degli adulti di riferimento che in un primo tempo sono i genitori, ma poi sono tutte le persone significative che si incontrano, tra cui anche i capi scout.<br>È una grossa responsabilità questa perché significa che è attraverso la testimonianza del mio modo di essere e di agire che passo i veri contenuti e che plasmo il modo di essere di chi mi è affidato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È importante per fare ciò seriamente che il capo senta la necessità di una formazione permanente, di dover percorrere una strada di ascolto e di ricerca di quello che è meglio per poter accrescere la propria persona e poter sempre meglio far crescere gli altri. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è anche una bella responsabilità perché poter davvero contribuire a costruire parti di una persona che l’aiuteranno ad essere felice e a lasciare il mondo migliore è probabilmente la cosa più grande che può fare l’uomo; è un regalo grande che ci è dato, che ci rende persone “importanti” per qualcuno e, mentre ci impegniamo per gli altri, accresce noi stessi donandoci molto di più di quello che possiamo dare. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Entusiasmo e divertimento sono allora gli ingredienti che ci auguriamo di poter regalare ai nostri ragazzi e a noi stessi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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<p class="wp-block-paragraph">Foto di <strong><a href="https://www.pexels.com/it-it/@katerina-holmes?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels">Katerina Holmes</a></strong> da <strong><a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/banco-di-scuola-con-quaderni-in-aula-moderna-5905435/?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels">Pexels</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.busto33.org/it/2021/03/11/formazione-permanente/">Formazione permanente</a> proviene da <a href="https://www.busto33.org/it">Scout Busto 33</a>.</p>
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